Se è doveroso, oltre che opportuno ed utile, volgersi indietro per analizzare criticamente il proprio operato e fare bilanci su un' attività svolta in un determinato periodo, è necessario che tale operazione non sia fine a se stessa.

Infatti essa deve essere la base di lavoro essenziale per l'impostazione dei programmi futuri. Se dovessimo analizzare criticamente i primi 6 anni di lavoro della Fondazione Ricci, il bilancio consuntivo non potrebbe che essere positivo, in quanto vede, dopo uno spazio di tempo relativamente breve,
l'affermazione di questo ente benemerito quale punto di riferimento culturale per l'intera Valle del Serchio.
Ritengo infatti che la Fondazione Ricci sia riuscita a cogliere ed interpretare, nei limiti delle sue possibilità, le molteplici esigenze di un territorio di notevole interesse culturale ed a proporsi come veicolo per approfondire e dare risposte positive alle sollecitazioni che questa realtà suggerisce giorno per giomo.

Mi riferisco, anzitutto, alle numerose iniziative di carattere culturale promosse dalla Fondazione nel corso di questi anni ed ai fruttuosi rapporti instaurati con le varie associazioni di volontariato operanti nel territorio.
In tale contesto va tenuto presente il marcato isolamento culturale che la Val di Serchio soffre rispetto ai centri motore della cultura italiana ed internazionale; questa sorta di emarginazione, conseguenza anche di una posizione geografica non proprio agevole, lontano dalle principali vie di comunicazione, non può e non deve costituire una barriera dietro la quale nascondere o giustificare troppo facilmente un intorpidimento intellettuale.

Al contrario deve essere elemento di sprone affinché sia dimostrato che, anche in aree decentrate come la nostra Valle, sia possibile un'intensa vita culturale generata e stimolata anche dalla valorizzazione delle tradizioni popolari e dal consapevole rispetto dell'ambiente naturale che ci circonda.

La voce ed il sostegno della Fondazione Ricci si sono fatti sentire anche verso coloro che si sono trovati in condizioni di particolare necessità e che,
più di altri, hanno avuto bisogno dell'amore,
della solidarietà e del rispetto del prossimo.

Questi principi universali valgono tanto più oggi in una società che, con il vacillare degli antichi valori, deve per forza trovare in se stessa nuove
energie per realizzare il progresso dell'umanità
inteso non solo come sviluppo tecnologico.

L'affermazione definitiva della dignità dell'uomo va cercata e trovata, a qualunque costo, nei supremi valori di libertà, di solidarietà, di fratellanza che danno luce al grande faro cui ispirare I'esistenza di ognuno di noi.